CHI SIAMO

La storia

Era il 14 febbraio 1971, quando l’UNCIC, l’Associazione dei Piccoli Commercianti (presieduta da Pezzatini), l’ANVA, l’Associazione degli Ambulanti (presieduta da Borselli), la FAIB, la Federazione dei Benzinai (presieduta da Gianassi), la FIARC, la Federazione degli Agenti di Commercio (presieduta da Sardelli), confluirono in un’unica sigla per dar vita ad una nuova Confederazione: la Confesercenti.

Storia Confesercenti Firenze Il momento fondativo si svolse a Roma presso il Palazzo dei Congressi all’EUR; a Firenze l’Assemblea costitutiva si svolse alla Borsa Merci.

La presenza di un vivace e attivo tessuto imprenditoriale evidenzia già da quegli anni l'esigenza di una confederazione in grado di tutelare e promuovere a tutti i livelli i reali interessi delle piccole e medie imprese commerciali e dei servizi.

Ma proviamo a calarsi per un momento in quella fase storica, per ricreare sinteticamente il clima politico, sociale economico di quegli anni. Il nostro Paese usciva dal boom economico degli 60, da una crescita del benessere e da una forte fiducia nel futuro; nuove categorie sociali si stavano affermando e reclamavano diritti individuali e collettivi. Le pressioni sociali erano forti e la politica non riusciva a dare risposte all’altezza dei nuovi bisogni. Le proteste studentesche del ’68 dettero il via a manifestazioni e contestazioni in tutta Europa. Cosi come la giovane democrazia doveva completare gli assetti istituzionali per avvicinarsi di più ai cittadini.

A seguito di queste pressioni sociali nel 1970 furono approvate leggi importanti, che avrebbero introdotto novità di portata storica: la Legge sul Divorzio, poi confermata dal lacerante Referendum del 1974, lo Statuto dei Lavoratori, si svolsero le prime elezioni Regionali.

E chi erano i protagonisti della scena politica di allora? Giuseppe Saragat era il presidente della Repubblica, sostituito da Giovanni Leone nel dicembre 71. Sandro Pertini era il presidente della Camera, Leonilde Iotti la vice presidente. Emilio Colombo guidava un governo di centro sinistra.

Arnaldo Forlani era il segretario DC, Luigi Longo del PCI (nel ‘72 gli subentrò Enrico Berlinguer), Giacomo Mancini del PSI.

Nel 1971 la benzina costava 160 lire al litro, la tazzina del caffè 70 lire, lo stipendio medio era di circa 100.000 lire al mese.

Per venire più vicini a noi: nel ‘71 il presidente della regione Toscana era Lelio Lagorio, il presidente della provincia Luigi Tassinari, il sindaco di Firenze Luciano Bausi, il vescovo di Firenze Ermenegildo Florit.

Ma torniamo alle prime pulsioni, alle prime esigenze di dare una rappresentanza ai piccoli negozi, alle botteghe, a quelle attività commerciali e turistiche che avrebbero dovuto fare molta strada per vedersi riconosciuti diritti fondamentali e una dignità di lavoro autonomo, per poi diventare a tutti gli effetti delle IMPRESE.

Costituzione Confesercenti FirenzeVediamo due passaggi presenti nei documenti della costituzione della Confesercenti:

“In una società nella quale i grandi gruppi industriali, finanziari ed extracommerciali si concentrano sempre di più nel tentativo di imporre al Paese la propria volontà speculativa, in una situazione economica oggettivamente sempre più allarmante e difficoltosa, in una situazione nella quale l’Unione Commercianti – definita - ibrido connubio di forze aventi interessi ed aspirazioni del tutto contrastanti ed opposti, la nascita di una grande organizzazione unitaria confederale rappresenta una scelta “In una società nella quale i grandi gruppi industriali, finanziari ed extracommerciali si concentrano sempre di più nel tentativo di imporre al Paese la propria volontà speculativa, in una situazione economica oggettivamente sempre più allarmante e difficoltosa, in una situazione nella quale l’Unione Commercianti – definita - ibrido connubio di forze aventi interessi ed aspirazioni del tutto contrastanti ed opposti, la nascita di una grande organizzazione unitaria confederale rappresenta una scelta obbligatoria e indifferibile. Non tanto e non solo per sopravvivere e difendersi, quanto soprattutto per svilupparsi e rafforzarsi, per contare e pesare di più nel settore distributivo e nel Paese, per assolvere al proprio ruolo di protagonisti di ogni processo innovatore, per partecipare alle elaborazioni e influire positivamente sulle decisioni che li riguardano come operatori economici e come cittadini.”

E ancora,

“La Confesercenti, nel ribadire la sua ferma posizione democratica e antifascista, si impegna a continuare e rafforzare, a fianco di milioni di altri lavoratori, dei contadini, degli artigiani, la battaglia delle grandi riforme e per il progresso economico e sociale nel rispetto delle norme della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione.”

Questi passaggi, ci ricordano per un verso la grande capacità di innovazione da parte di nostri “padri fondatori”, e per un altro verso la drammatica attualità di tutti i temi posti in evidenza.

Negli anni successivi la Confesercenti ha organizzato anche il settore del turismo ed é cresciuta, giungendo a rappresentare complessivamente su tutto il territorio nazionale - 16 sedi regionali, 105 sedi provinciali ed oltre 1.000 sedi comunali/zonali - 240.000 aziende con oltre 500.000 addetti.

A Firenze Confesercenti è l'organizzazione più rappresentativa del Commercio, del Turismo e dei Servizi. Conta oltre 10.000 aderenti e, oltre al centro direzionale di Piazza Pier Vettori, dove hanno sede gli uffici degli organismi collegiali di rappresentanza e la direzione della struttura e dei servizi, ha tre sedi nella città e quindici nei territori della provincia.

In un contesto, come quello fiorentino, in cui le imprese piccole e medie costituiscono l'asse portante dell'economia, la Confesercenti rappresenta uno strumento importante ed incisivo di tutela e di evoluzione dell'imprenditoria. Lo sviluppo economico, la crescita imprenditoriale e professionale, la solidità delle imprese e la crescita dell'occupazione, la realizzazione di iniziative e progetti che favoriscono l’aggregazione fra imprese, la promozione delle professioni e del territorio, rappresentano gli obiettivi centrali della Confederazione, che avanza proposte alle istituzioni per perseguire tali obiettivi.

La Confesercenti svolge nei confronti del propri aderenti non soltanto funzioni di rappresentanza sindacale, ma anche di individuazione e offerta di nuove opportunità imprenditoriali, di regolamentazione degli interessi economici, di erogazione di servizi e assistenza tecnica, commerciale e finanziaria. E queste funzioni sono tanto più necessarie in quanto le piccole e medie aziende sono particolarmente esigenti nel campo dei servizi.

La Confesercenti ha pertanto l'ambizione di essere una sorta di laboratorio dove vengono perseguite nuove ipotesi di ricerca, in termini di efficienza, managerialità e opportunità di sviluppo.

Confesercenti offre ai soci servizi altamente qualificati per gli adempimenti e per lo sviluppo delle imprese, utilizzando le più avanzate tecnologie nel campo dell'informatica.

Chi ha oggi la responsabilità di guidare la Confesercenti di Firenze e di renderla coerente con le aspirazioni e i bisogni delle imprese, e le necessità dell’attuale contesto economico, politico e sociale, ha la piena consapevolezza che moltissime persone - imprenditori dirigenti, soci, funzionari e dipendenti - hanno dato anima e passione per realizzare un sogno, che tocca a noi rendere più grande e reale per consegnarlo alle prossime generazioni. 

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