Governo Conte bis, la “top ten” delle PMI

Nota di Lapo Cantini

Giuseppe Conte

Nasce il governo Conte-bis dopo lunghe giornate di trattativa e confronto all’interno della nuova maggioranza giallo-verde.

Si è parlato molto di assetto e composizione del nuovo governo, un po’ meno delle cose da fare e da mettere in campo per risollevare il paese.

Ma, soprattutto, si è parlato abbastanza  poco di impresa, economia, lavoro.

Cosa questa un po’ bizzarra, se si pensa all’importanza che questi temi hanno ormai assunto nella vita di tutti i giorni.

Ci permettiamo pertanto di suggerire quella che una volta veniva definita “agenda economica”di  governo, sintetizzandola,  (secondo la “prassi mediatica” del tempo) in  10 punti.

Mettiamoli anche in ordine di importanza (politica e non solo): anche definire le priorità ha un suo perché.  

1)      STERILIZZAZIONE IVA

In questa specie di TOP TEN delle emergenze è senz’altro il punto più importante, una specie di “raison de vivre” per le nostre imprese che sarebbero naturalmente strozzate da un aumento di tale portata ed entità

2)      TAGLIO DEL CUNEO FISCALE

Va bene anche se tutto destinato al lavoratore (temo non ci siano le risorse anche per agire sul versante  imprese).

Si rimetterebbero in tasca un po’ di risorse al ceto medio, così da rilanciare, in modo significativo, i consumi.

3)      FINALMENTE  WEB TAX

Da fare subito per ristabilire parità di competizione tra imprese e sanare una situazione che finora, anche dal punto di vista fiscale, ha incredibilmente sfavorito il più debole rispetto al più forte.

Una specie di Robin Hood al contrario, su cui occorre necessariamente intervenire, magari anche in un  quadro UE.

4)      INFRASTRUTTURE PER TUTTI

Tema delicatissimo, che potrebbe anche minare la stabilità del Governo per le note diversità di posizione all’interno della maggioranza.

Ma noi su questo non abbiamo dubbi: le grandi opere vanno fatte perché modernizzano il paese e attraggono gli investimenti (naturalmente anche in Toscana)

5)      UNA LEGGE SPECIALE PER LE “BOTTEGHE DI VICINATO”

Le liberalizzazioni, soprattutto nelle città d’arte non funzionano più, creano solo rendita e omogeneità nell’offerta commerciale.

Si diano ai sindaci nuovi poteri di vincolo e programmazione sul commercio di vicinato e somministrazione alimenti.

6)      BONUS FISCALE CARTE/BANCOMAT

Sulle transazioni elettroniche siamo ancora indietro, non c’è niente da fare.

Costi decisamente troppo alti ed abitudini consolidate tengono ancora in vita molto contante nelle transazioni economiche.

Occorre mettere in campo nuove misure di incentivo fiscale (credito imposta per imprese e/o consumatore su importi transato)

7) SBLOCCAGIUSTIZIA

Senza una riduzione dei costi e soprattutto dei tempi della giustizia civile ed amministrativa non ci possono essere ulteriori investimenti nel Paese.

Occorre ripensare la “riforma Bonafede” partendo soprattutto da questo assunto e lasciando perdere inutili contrapposizioni giustizialiste.

8) SPREAD PER PMI

Un governo che mette in campo politiche fiscali e di contenimento del debito risparmia almeno qualche  miliardi di interessi sul debito rispetto alle follie (anche verbali) dell’ultimo anno.

Si costituisca un fondo ad hoc per tali “risorse” per poi allocare quest’ultime in nuovi strumenti di innovazione PMI (digitalizzazione, ricerca, formazione personale ecc)  

9) NIENTE SCHERZETTI SULLA BOLKESTEIN  

Una cosa buona su questo versante  il governo giallo-verde l’aveva fatta, vediamo, come si dice dalle nostre parti, “di non rigiocare il cacio vinto”.

Questi settori dopo anni di grande incertezza vedono finalmente un orizzonte un po’ più roseo.

Sosteniamoli in questo nuovo percorso di crescita e modernizzazione. 

10) RIFORMA DELLA “CONTRORIFORMA” BONISOLI

Si ristabiliscano i “vecchi” margini di autonomia delle grandi realtà museali del Paese rispetto al potere centrale di Roma.  

       

11 settembre 2019
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