Attività commerciali. Credito di imposta per canoni di locazione

Si rivolge ai soggetti esercenti attività d’impresa

Fiscale

Il decreto legge “Cura Italia”, n. 18 del 17 marzo 2020, al’articolo 65 introduce un credito d’imposta che viene riconosciuto agli esercenti attività d’impresa, con alcune specifiche esclusioni, che conducono in locazione immobili classificati in categoria catastale C/1, negozi e botteghe.

Il decreto legge “Rilancio”, n. 34 del 19 maggio 2020, all'articolo 28 , introduce un ulteriore credito d’imposta che riguarda i soggetti che conducono in locazione anche finanziaria o in concessione immobili ad uso non abitativo. Il bonus spetta anche se i negozi non sono accatastati in categoria C/1 ma in altra categoria catastale come, ad esempio, il D/8. Il credito d’imposta spetta per i mesi di marzo 2020 (per gli immobili C/1 in alternativa al precedente), nonché per i mesi di aprile e maggio 2020. Spetta per i mesi di marzo 2020, in alternativa al precedente, nonché per i mesi di aprile e maggio 2020.

L’articolo 28 del decreto legge n. 34 del 2020 introduce un credito d’imposta che spetta ai soggetti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, ma anche enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore, ed enti religiosi civilisticamente riconosciuti, qualora conducano in locazione, anche finanziaria, o in concessione, immobili non abitativi in genere, senza il vincolo di una specifica categoria catastale. Tale credito che, in parte, si sovrappone al precedente con riferimento al solo mese di marzo 2020, si rivolge ai soggetti esercenti attività d’impresa che:

● abbiano ricavi non superiori a euro 5.000.000 nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020;

● abbiano subito una diminuzione del fatturato del 50% nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 rispetto agli stessi mesi dell’esercizio precedente.

Il credito d’imposta concesso, sempre nella misura del 60%, da utilizzare solo in compensazione dopo il pagamento dei canoni di locazione, è calcolato sull’ammontare mensile del canone di locazione di immobili ad uso non abitativo, destinati allo svolgimento di attività commerciale, tra cui gli immobili C/1, già coinvolti dall’articolo 65 del Decreto 18 del 2020, di cui si è detto sopra.

Il credito d’imposta spetta con riferimento all’importo versato, nel 2020, con riferimento ai canoni di marzo, aprile e maggio 2020, a condizione che i locatari abbiano subito una diminuzione del 50% del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.


Gli esercenti attività d’impresa e che conducono in locazione un negozio, hanno a disposizione le seguenti alternative:
● per chi conduce un immobile categoria catastale C/1, per il mese di marzo 2020, alternativamente la norma di cui all’articolo 65 del Dl 18/2020, che però esclude coloro che svolgono attività non soggette a chiusura nel periodo di lockdown, e la norma di cui all’articolo 28 del Dl 34/2020, però nel rispetto delle condizioni indicate dalla norma e già sopra indicate;
● per chi conduce un immobile categoria catastale C/1, per i mesi di aprile e maggio, la sola norma di cui all’articolo 28 del Dl 34/2020, sempre se sono rispettate le condizioni prescritte;
● per chi conduce un negozio accatastato in qualsiasi categoria catastale diversa dal C/1 ma comunque non abitativa, per i mesi di marzo, aprile e maggio, la sola norma di cui all’articolo 28 del Dl 34/2020, sempre se sono rispettate le condizioni prescritte.

Cessione e compensazione del credito
Per quanto concerne il credito d’imposta di cui all’articolo 65 del decreto 18/2020, l’articolo 122 del Dl Rilancio, n. 34 del 19 maggio 2020, stabilisce che il beneficiario del credito d’imposta per negozi e botteghe, di cui si è detto, dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, 19 maggio 2020, e fino al 31 dicembre 2021, in luogo dell’utilizzo diretto dello stesso credito, può optare per sua cessione, in tutto o in parte, ad altri soggetti compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari.

I cessionari del credito d’imposta, possono utilizzarlo anche in compensazione, ma con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal cedente.

La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere utilizzata negli anni successivi, e non può essere chiesta a rimborso.

Al credito d’imposta non si applicano:

● i limiti dell’articolo 1, comma 53, della legge 244 del 2007, che stabilisce che i crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi possono essere utilizzati nel limite annuale di 250.000 euro;


● i limiti dell’articolo 34, della legge 388 del 2000, ossia il limite di compensazione annuo stabilito, per il solo 2020, dall’articolo 147 del Decreto “Rilancio”, n. 34 del 2020, ad un milione di euro, e che dovrebbe poi tornare ad euro 700.000.

Per quanto riguarda, invece, il credito d’imposta di cui all’articolo 28 del decreto 34/2020, viene stabilito che il soggetto a cui spetta il credito d’imposta può cederlo al locatore o concedente a fronte di uno sconto sul canone da versare.

Il locatore o concedente utilizzano il credito d’imposta: 

● in dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui il credito è stato ceduto e pari allo sconto praticato;
● se titolari di partita Iva, anche in compensazione in misura pari allo sconto dal mese successivo alla cessione.
Su questi aspetti, è necessario un provvedimento “attuativo”.

28 maggio 2020
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