Linee di indirizzo per la gestione di un caso positivo in azienda

Linee d’indirizzo, che potranno essere di supporto alle Aziende per la gestione di eventuali casi positivi

Green Pass

Al fine di incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento per contrastare l’epidemia di COVID-19, sono formulate, in applicazione dell’art.10 del D. Lgs. 81/2008, la Regione Toscana ha diffuso le linee d’indirizzo, che potranno essere di supporto alle Aziende per la gestione di eventuali casi positivi.


Le linee di indirizzo sono state elaborate allo scopo di individuare una procedura collaborativa tra lavoratore, medico di medicina generale, Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL, datore di lavoro, medico competente e RSPP, che garantisca la massima efficacia e tempestività nell'individuazione dei contatti stretti di caso positivo nell’ambiente di lavoro e, conseguentemente, consenta di scongiurare il formarsi di focolai Covid nei luoghi di lavoro, con il comune obiettivo di salvaguardare la salute pubblica e la continuità dell’attività lavorativa.

 

SINTOMI SOSPETTI per COVID-19
Temperatura superiore a 37,5°C oppure presenza di uno dei seguenti sintomi: brividi, tosse, naso chiuso (congestione nasale) o naso che cola (rinorrea), mal di gola (faringodinia), difficoltà respiratoria (dispnea), dolori muscolari (mialgie), diarrea, vomito, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o sua diminuzione (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o sua alterazione (disgeusia).

 

COMPITI

LAVORATORE
Nel caso che il lavoratore presenti i sintomi similinfluenzali in azienda: assicurarsi che il lavoratore indossi, come già previsto, una mascherina chirurgica ed invitarlo ad allontanarsi dall’azienda. Il lavoratore rientra al proprio domicilio e contatta il Medico di Medicina Generale.
Nel caso in cui il lavoratore presenti i sintomi mentre è a casa: resta a casa, avvisa immediatamente il datore di lavoro e si astiene dal recarsi al lavoro (e in qualsiasi altro luogo di vita esterno alla propria abitazione); informa il Medico di Medicina Generale che gli invierà la ricetta dematerializzata con cui prenotare il test direttamente sul sito internet https://prenotatampone.sanita.toscana.it/

 

MEDICO DI MEDICINA GENERALE
Il Medico curante rilascia la ricetta medica dematerializzata necessaria per la prenotazione del test e il certificato di malattia. Qualora il test dia esito positivo al COVID-19, nel caso che il lavoratore non abbia già provveduto, lo sollecita ad avvisare il datore di lavoro.


DATORE DI LAVORO
Qualora venga a conoscenza di un caso positivo in azienda, il datore di lavoro, provvede a:

  • Individuare i contatti stretti (vedi box penultima pagina) in azienda, in collaborazione con il Medico Competente e l’RSPP, avvisarli e acquisire nomi, residenza e un recapito telefonico, e il giorno/giorni in cui avrebbe avuto luogo il contatto, in modo da favorire la rapidità della presa in carico da parte del servizio di Igiene Pubblica e Nutrizione (IPN) competente per territorio e dell’emanazione dei relativi provvedimenti di quarantena.1 Tra i contatti stretti in azienda, oltre ai dipendenti, devono essere presi in considerazione anche persone esterne quali clienti, fornitori, lavoratori di aziende in appalto (pulizie, manutenzione, cooperative ecc.)
  • effettuare una sanificazione straordinaria della postazione di lavoro e delle aree e spazi comuni dove il lavoratore stesso ha soggiornato, che deve essere effettuata come la sanificazione ordinaria, passando con cura un panno inumidito con alcool a 70° o varechina allo 0,1% di Cloro su tutte le superfici (maniglie, porte, finestre, tavoli, sedie, tastiere, mouse, stampanti, telefono, quadri di comando, pulsantiere, attrezzature di lavoro ecc.) sia nella postazione del lavoratore che in altre aree che il lavoratore abbia frequentato prima di mettersi in isolamento, come pure negli spazi comuni: spogliatoi, area ristoro (e macchinette caffé) e bagni (dove si può usare la varechina allo 0,5%); ed eventualmente le macchine aziendali. Un’attenzione particolare deve essere riservata agli impianti di ventilazione/condizionamento con sanificazione straordinaria dei filtri dei ventiltermoconvettori e delle bocchette degli impianti di climatizzazione.

Nel caso i lavoratori diagnosticati come “casi” e/o quelli individuati come “contatti” non ricevano in tempi brevi (max 2 gg) comunicazioni da parte dell'ASL, il datore di lavoro – anche per il tramite del medico competente – si attiva presso la ASL, anche per il tramite del servizio di Prevenzione Igiene Sicurezza Luoghi di Lavoro (comunicando il nome del lavoratore risultato positivo, la sua residenza e un recapito telefonico e l'ultimo giorno di lavoro) per una rapida emanazione del provvedimento di isolamento2.
Anche nel caso che in azienda si verifichino più casi collegati (ad esempio nello stesso reparto) è opportuno che le aziende informino l'ASL per concordare insieme le misure più appropriate per circoscrivere il focolaio.

 

CONTACT TRACING (tracciamento dei contatti di un caso COVID-19)
Il periodo temporale da considerare per il tracciamento dei contatti sono 7 giorni prima dell’esordio dei sintomi fino al momento dell’isolamento (10 giorni prima se variante beta); oppure, se la persona non ha sintomi, i 7 giorni precedenti all’esecuzione del tampone risultato positivo fino al momento dell’isolamento (10 giorni prima se variante beta). Qualora l’ultimo giorno di presenza al lavoro del lavoratore positivo fosse ancora precedente, non si individuano contatti in azienda.

 

RIAMMISSIONE IN SERVIZIO di CASI e CONTATTI
La Circolare del Ministero della Salute del 12 aprile 2021 aggiornata dalla Circolare 36254 del 11.08.2021 fornisce le nuove indicazioni per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid- 19 correlata, aggiornando le indicazioni precedenti.
In dettaglio:

  • lavoratori positivi asintomatici: possono rientrare in servizio dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico negativo (10 giorni + test molecolare o antigenico); nel caso di infezione da variante Beta sospetta o confermata l’avvenuta negativizzazione può essere accertata solo da test molecolare; ai fini del reintegro il lavoratore, invia, anche in modalità telematica, al datore di lavoro per il tramite del medico competente ove nominato, la certificazione di avvenuta negativizzazione, secondo le modalità previste dalla normativa vigente;
  • lavoratori positivi sintomatici: possono rientrare in servizio dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi con un test molecolare o antigenico negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi; nel caso di infezione da variante Beta sospetta o confermata l’avvenuta negativizzazione può essere accertata solo da test molecolare; ai fini del reintegro il lavoratore, invia, anche in modalità telematica, al datore di lavoro per il tramite del medico competente ove nominato, la certificazione di avvenuta negativizzazione, secondo le modalità previste dalla normativa vigente;
  • lavoratori positivi a lungo termine: sono le persone che pur non presentando più sintomi (fatta eccezione per le alterazioni del gusto e dell’olfatto che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) continuano a risultare positive al tampone molecolare per SARS-CoV-2. Possono interrompere l’isolamento dopo 21 giorni (dalla comparsa dei sintomi) purché asintomatici da almeno una settimana. Tuttavia, in applicazione del principio di massima precauzione, ai fini della riammissione in servizio dei lavoratori si applica quanto disposto dal Protocollo condiviso del 6 aprile 2021. Pertanto, ai fini del reintegro, i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario; nel caso di infezione da variante Beta sospetta o confermata l’avvenuta negativizzazione può essere accertata solo da test molecolare; il lavoratore avrà cura di inviare tale referto, anche in modalità telematica, al datore di lavoro, per il
    tramite del medico competente, ove nominato.
  • lavoratori contatti stretti asintomatici: Per i contatti il provvedimento di quarantena è emesso sulla base delle indicazioni della Circolare del Ministero della Salute prot. N. 36254 del 11/08/2021 e della DGRT 945 del 13 settembre 2021.

Mentre la fine della quarantena per i contatti stretti non richiede un nuovo provvedimento dell’autorità sanitaria, la fine dell’isolamento per i casi positivi richiede un provvedimento da parte del servizio di Igiene Pubblica.

 

Per tutti i dettagli clicca qui per visualizzare la versione integrale delle Linee di indirizzo per la gestione di un caso positivo in azienda.

 

Per ulteriori informazioni e per aggiornare la documentazione obbligatoria a carico dei datori di lavoro, contattare il nostro Ufficio Sportello Impresa: Dott.ssa Ariel Sanesi, tel. 055/2705253; mail a.sanesi@confesercenti.fi.it

5 ottobre 2021
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