Novità per le PMI. Un nuovo regime per cassa

Novità, chiarimenti e conferme emerse dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate

Contabilità
La legge di stabilità 2017 ha cambiato il regime naturale di contabilità previsto per le imprese “minori”. Quella che conoscevamo come “contabilità semplificata” con applicazione del criterio di “competenza” si è trasformata in una contabilità regolata dal principio di “cassa”.
 
Analizzando le spiegazioni fornite dalla circolare 11/E dell’AdE del 13.04.2017 emerge che le cose non sono poi così nette. Il regime denominato “di cassa” è in realtà un regime misto che prevede l’applicazione di alcuni distinguo.
 
La conferma la troviamo nella premessa, dove leggiamo che in realtà ci troviamo di fronte ad “un regime di contabilità semplificata improntato al criterio di cassa”.
 
Viene anche spiegato che si è voluto introdurre questo meccanismo per favorire le piccole imprese mettendole al riparo dagli effetti dei ritardi cronici nei pagamenti. L’intenzione è quella di avvicinare il momento dell’obbligazione tributaria alla concreta disponibilità dei mezzi finanziari.
 
SOGGETTI INTERESSATI
Si conferma che il nuovo regime, determinato dalle modifiche apportate all’art.66 del TUIR, rappresenta il regime naturale per le imprese minori rientranti nei parametri previsti per l’applicazione della contabilità semplificata.
 
Rimangono inalterati i limiti di ricavi previsti per la permanenza nella contabilità semplificata, 400.000 euro per le prestazioni di servizi e 700.000 euro per le altre attività. La novità introdotta riguarda il riferimento ai ricavi ”percepiti” che varrà per le imprese che applicano il regime dal 2017.
 
Le imprese attualmente in contabilità “ordinaria”, per la verifica dei limiti dimensionali, faranno sempre riferimento ai ricavi “conseguiti”.
 

MODALITA’ DETERMINAZIONE REDDITO
La relazione illustrativa del provvedimento definisce l’introduzione del nuovo regime come “improntato al criterio di cassa”, ovvero non un regime di cassa “puro”, bensì un regime misto cassa – competenza.


Si deroga quindi al principio di competenza soltanto per i ricavi percepiti e le spese sostenute mentre restano con le vecchie regole altre voci positive o negative come ammortamenti, accantonamenti, plusvalenze, minusvalenze, sopravvenienze.


Non assumono più rilevanza ai fini della determinazione del reddito le rimanenze finali e le esistenze iniziali di merce. La stessa cosa vale per i lavori in corso su ordinazione di durata sia infrannuale che ultrannuale e titoli.


COMPONENTI PER LA FORMAZIONE DEL REDDITO
Sulla base della nuova normativa contribuiscono alla formazione del reddito tutti i ricavi e componenti positivi effettivamente percepiti. Allo stesso modo risultano detraibili tutte le spese sostenute con esclusione di quelle per le quali l’art.66 del TUIR prevede espressamente l’applicazione del principio di competenza.


A titolo di esempio si applica il criterio di cassa per gli acquisti di merce, altri beni impiegati nel processo produttivo, beni incorporati nei servizi, utenze, materiali di consumo, spese condominiali, imposte deducibili, spese per assicurazioni ed interessi passivi.


Nel caso di utilizzo di metodi di pagamento alternativi al denaro contante il momento di percezione dei ricavi e di sostenimento delle spese è stato così individuato da precedenti chiarimenti:

 

Tabella 1

Strumento di pagamento

Momento rilevante

Documento di prassi

Assegni bancari o circolari

I ricavi si considerano percepiti e le spese sostenute nel momento in cui avviene la materiale consegna dell’assegno dall’emittente al ricevente

RM 138/E del 2009

CM 138/E del 2010

Bonifici

I ricavi si considerano percepiti quando la somma di denaro può essere effettivamente utilizzata (alla cd. “data disponibile”)

 

Le spese si considerano sostenute quando la somma di denaro è uscita dalla disponibilità dell’imprenditore.

CM 138/E del 2010

Carta di credito/debito

I ricavi si considerano percepiti e le spese sostenute nel momento in cui avviene l’utilizzo della carta

RM 77/E del 2007

 

COMPONENTI CHE CONCORRONO AL REDDITO PER COMPETENZA
Come già detto in precedenza, essendo questo un regime “improntato” alla cassa, permangono deroghe per elementi che concorreranno a formare il reddito secondo le regole ordinarie previste dal TUIR come i sotto elencati:


Componenti positivi
Ricavi da assegnazione di beni ai soci o destinazione a finalità estranee all’impresa.
Proventi da immobili non beni strumentali e non destinati alla produzione
Plusvalenze sopravvenienze attive


Componenti negativi
Minusvalenze e sopravvenienze passive
Ammortamento beni materiali e immateriali, canoni leasing (anche maxicanone)
Perdite di beni strumentali e perdite su crediti
Accantonamenti TFR
Spese per prestazioni di lavoro
Oneri utilità sociale
Spese relative a più esercizi
Oneri fiscali e contributivi
Interessi di mora

Spese di manutenzione secondo il criterio di cassa (con limiti previsti dal TUIR)

CAMBIO DI REGIME
Per evitare doppie tassazioni/deduzioni in caso di passaggio da un regime di competenza al regime ispirato al principio di cassa si prevede esplicitamente nella norma che i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito in base alle regole del regime d’impresa adottato non assumono rilevanza per gli esercizi successivi.


Esemplificando si evidenzia che eventuali ricavi di vendita di beni consegnati nel 2016, il cui corrispettivo è stato incassato nel 2017, che correttamente hanno concorso alla formazione del reddito nel periodo d’imposta 2016, non costituiranno ricavi imponibili per il 2017.


Analoga valutazione viene effettuata per gli acquisti di beni consegnati nel 2016 e pagati nel 2017. Gli stessi ragionamenti – con prospettiva inversa - possono essere svolti nel caso di passaggio dal regime di cassa al regime di competenza.


Si evidenzia l’esempio del contratto di affitto annuale pagato anticipatamente a settembre 2016. Provenendo da un regime di competenza saranno stati dedotti solo quattro mesi. La quota restante sarà comunque deducibile nel 2017 (regime di cassa) nonostante il pagamento sia avvenuto nell’anno precedente.


Allo stesso modo si tratteranno gli acconti versati in periodo con regime di competenza. Gli stessi concorreranno a formare il reddito nel periodo in cui si realizzeranno i presupposti di imputazione temporale previsti dal regime di provenienza, ovvero al momento della consegna con relativo pagamento del saldo.


GESTIONE DELLE RIMANENZE
Nel primo periodo di applicazione del nuovo regime delle imprese minori si prevede che le rimanenze finali dell’esercizio precedente siano portate interamente in deduzione dal reddito. Tale disposizione trova applicazione ogni volta si configuri un passaggio dalla contabilità ordinaria a quella semplificata.


Per rimanenze finali si intendono quelle di merce, lavori in corso su ordinazione di durata infrannuale ed anche quelle di durata ultrannuale nonché le rimanenze di titoli.


Questa componente negativa non rileva però ai fini dell’applicazione della disciplina delle società di comodo.


Pertanto il reddito minimo determinato ai sensi della disciplina sopracitata dovrà essere decrementato di un valore pari al valore delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente. Anche nel contesto del monitoraggio quinquennale il risultato fiscale riferito al primo anno di applicazione del nuovo regime dovrà essere considerato senza tenere conto del componente negativo formato dal valore delle rimanenze finali del periodo precedente.

In caso di passaggio dal nuovo regime al regime di contabilità ordinaria, di regola, le merci presenti all’inizio del nuovo periodo d’imposta non dovranno essere rilevate come rimanenze iniziali.


Questo non vale però per le merci per le quali nel periodo precedente non fosse stato effettuato il pagamento che quindi dovranno essere rilevate come costo iniziale nel primo periodo di gestione con criterio di competenza.


In questo caso, nel prospetto iniziale delle attività e delle passività, si dovrà evidenziare il disallineamento tra il valore delle rimanenze esistente ed il costo fiscalmente riconosciuto.

Il costo medio della merce dovrà essere determinato sulla base degli acquisti di tutto l’anno e non solo relativamente ai beni non pagati.

BASE IMPONIBILE IRAP
Si stabilisce che tutte le considerazioni sopra esposte valgono allo stesso modo per la determinazione della base imponibile IRAP.

NUOVI ADEMPIMENTI CONTABILI
Gli adempimenti previsti dal nuovo regime potranno essere assolti applicando tre diversi metodi:
a) istituzione del registro degli incassi e pagamenti
b) annotazione mancati incassi e pagamenti sui registri iva
c) opzione per presunzione incasso e pagamento coincidente con registrazione

a) Registro incasso e pagamenti


L’obbligo di annotazione delle generalità dei soggetti è assolto con la sola indicazione del codice fiscale.
Le scritture dovranno essere annotate entro 60 giorni. I componenti che non seguono il principio di cassa dovranno essere annotati entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.


I dettaglianti che non emettono fattura sulla base dell’art.22 DPR 633/72, non potranno utilizzare il registro incassi e pagamenti, e quindi usufruiranno dei normali registri IVA con annotazione dei mancati pagamenti ed acquisti.

L’importo dei corrispettivi al netto IVA concorrerà alla determinazione del reddito per quanto effettivamente incassato.


b) Registri IVA integrati
Con questa modalità si dovrà procedere all’annotazione dell’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con l’indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono.

Nel periodo d’imposta in cui avviene l’effettivo incasso o pagamento occorrerà annotare separatamente – entro 60 giorni – i ricavi percepiti e i costi sostenuti, indicando gli estremi dei documenti di riferimento.

c) Opzione criterio delle registrazioni
L’opzione è vincolante per un triennio e si esercita con le regole generali (comportamento concludente, comunicazione prima dichiarazione IVA successiva).

Applicando questo metodo il contribuente ha facoltà di registrare la fattura entro i termini per esercitare il diritto alla rivalsa. I costi si intenderanno sostenuti al momento della registrazione del documento contabile non rilevando il momento dell’esborso finanziario.

Anche per i ricavi si replica lo stesso meccanismo vincolando la percezione dei ricavi al momento della registrazione del documento.

Per le operazioni in valuta estera le differenze su cambi rilevano in ogni caso al momento dell’incasso/pagamento.


REGIMI SPECIALI
Per i soggetti che applicano regimi speciali IVA – agenzie viaggio, regime del margine beni usati, ventilazione dei corrispettivi – non è possibile determinare con precisione il ricavo al netto dell’IVA in quanto il calcolo viene effettuato in un momento successivo.


Tali soggetti non sono esclusi dall’applicazione di questo nuovo regime ed, eventualmente, utilizzeranno il criterio delle registrazioni, previa opzione, in modo da conciliare le esigenze del regime per cassa con il criterio di determinazione dell’IVA.


Per la rilevazione degli aggi si confermano le norme in vigore e quindi “possono essere rilevati contabilmente in un’unica registrazione riassuntiva, relativa a tutte le operazioni svolte nell’anno, distinti per tipologia, fornitore ovvero gestore informatico. La registrazione è eseguita entro il 31 gennaio dell’anno successivo e costituiscono ricavo con
riferimento la periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre dell’anno precedente.

ENTRATA E USCITA DAL REGIME DI CASSA
Come detto in precedenza, il nuovo regime è quello naturale per le imprese minori.
Possono accedere a questo regime anche i soggetti che hanno le caratteristiche per il regime forfettario e, in questo caso, dovranno esprimere apposita opzione.

OPZIONI ESPRESSE IN PRECEDENZA
Viste le significative modifiche apportate al regime delle imprese minori, i soggetti che nel 2016 hanno optato per il regime di contabilità ordinaria possono, dal 1° gennaio 2017, revocare la scelta fatta ed accedere al nuovo regime semplificato.


Anche i contribuenti che, nel corso del 2017, hanno tacitamente rinnovato l’opzione per la contabilità ordinaria potranno revocare nel 2018 la scelta.
Stessa possibilità per chi avesse i requisiti per il regime forfettario ed avesse optato per quello semplificato. Potrà revocare e tornare nel forfettario.

 

4 maggio 2017
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